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Yogurt fragola


YOGURT FRAGOLA

Yougurt con fragole una bontà per colazione o come pratico break, è sempre il momento giusto.

YOGURT FRAGOLA – LA PRODUZIONE

Lo yogurt è un prodotto preparato con latte vaccino sottoposto a un procedimento di fermentazione e di inoculazione di speciali microrganismi acidificanti (lactobacillus bulgaricus e streptococcus thermophilus), i quali, prolificando per un tempo compreso tra le 4 e le 9 ore, trasformano il lattosio in acido lattico. Così facendo prende forma quell’alimento che, ormai entrato nei frigoriferi di ciascuno di noi, presenta una consistenza più o meno cremosa e il tipico sapore acidulo. Sarà poi nella fase antecedente al confezionamento che si deciderà se produrre yogurt magro oppure al gusto di frutta, con l’aggiunta in pezzi o marmellata. Una volta terminata anche l’ultima lavorazione, lo yogurt sarà raffreddato alla temperatura di 4°C, permettendo dunque il mantenimento di una flora microbica viva, vitale e priva di germi patogeni, fino al momento del consumo. Le caratteristiche basilari dello yogurt prevedono una materia grassa non inferiore al 3,0% e un residuo secco magro superiore al 9,0%.

CENNI STORICI

Non si può datare con assoluta precisione la nascita dello yogurt, sebbene le sue origini siano antichissime. Risalente suppergiù a 4000 anni fa, questo prodotto dovrebbe avere fatto la sua comparsa in maniera del tutto casuale: la leggenda attribuisce il merito a un pastore che, scordatosi del latte in un otre (contenitore per liquidi ricavato dalla pelle di animale) per qualche tempo, rinvenne un prodotto diverso, mutato in densità e sapore.
Meno suggestiva ma forse più aderente alla realtà, la ricostruzione che vede nella deposizione di una certa quantità di latte all’aria aperta e ad elevante temperature (oltre i 40°C) la condizione ottimale per la naturale trasformazione in yogurt, mediante l’azione dei batteri lattici. Secondo l’analisi etimologica del nome si pensa che siano state le genti Turco-Altaiche o Uralo-Altaiche ad apprenderne i segreti. Si presume, infatti, che la parola yogurt provenga dal verbo turco yo?urtmak, ossia mescolare. I successivi contatti culturali e le numerose migrazioni dei popoli furono motivo della sua diffusione prima nell’intero occidente, tra fenici, greci, egizi e romani, e poi fino ai confini del mondo orientale. Dello yogurt si trova traccia anche nelle novelle de Le mille e una notte e nella Bibbia, dell’Antico Testamento, quando il profeta Abramo «lieto nell’apprendere che la moglie Sara era finalmente in attesa di un figlio, prese una bevanda di latte acido e latte fresco e lo mise di fronte agli angeli venuti a dargli la notizia». Circondato, infine, da una sorta di alone che ha quasi del miracoloso, quale panacea di tutti i mali, lo yogurt rapì la curiosità del biologo Ilya Ilyich Mechnikov, ricercatore dell’Istituto Pasteur di Parigi, il quale si dedicò al suo studio verso la fine dell’800. Attraverso il suo impegno riuscì ad isolare il Lactobacillus Bulgaricus, responsabile del processo di fermentazione che permette il mutamento da latte a yogurt, ed intuire che il consumo costante dell’alimento avrebbe potuto fungere da disintossicante contro i batteri nocivi che si condensano nell’intestino. Le scoperte di Ilya Ilyich Mechnikov sono ancora alla base della conoscenza dello yogurt e le sue ricerche nel campo della medicina e sull’immunologia lo hanno condotto, nel 1908, al premio Nobel.

CONSERVAZIONE

La catena del freddo a cui viene sottoposto lo yogurt, in questo caso specifico conservato in vasetti ermetici di plastica da 125 gr. e 500 gr., serve per mantenere in vita quei 10 milioni di microrganismi per grammo presenti al suo interno, tanto importanti per l’organismo umano. In questo senso, la soglia di l’oscillazione della temperatura è severa e deve attenersi tra lo 0 e i 4°C. Se rispettati fedelmente i parametri, lo yogurt potrà durare fino a 45 giorni dalla sua produzione.

VALORI NUTRIZIONALI

Lo yogurt è estremamente gustoso e fa altrettanto bene! Nonostante il suo composto venga modificato dai fermenti lattici, il prodotto conserva le proprietà nutrizionali del latte originario, in aggiunta a qualche altro vantaggio: calcio, fosforo e proteine assumono una forma più utilizzabile da parte dell’organismo. Inoltre, la sua peculiare acidità facilita lo sviluppo della flora batterica intestinale e svolge altresì un’azione regolatrice. Il suo consumo è particolarmente indicato a seguito di terapie a base di antibiotici o di un’alimentazione non corretta e a tutti coloro intolleranti al latte, rappresentando una sua valida alternativa soprattutto nell’assunzione di calcio, sostanza fondamentale per la struttura ossea del corpo.

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